Regia di Aurelio Grimaldi con Arturo Paglia, Guia Jelo
Nell'inverno del 1949 Pier Paolo Pasolini, 27 anni, venne incriminato per corruzione di minori ed atti osceni. Poeta, articolista, insegnante di lettere, segretario cittadino del Partito Comunista, Pasolini si ritrovò all'improvviso additato come indegno e depravato. Tutto il suo piccolo mondo crollò e lui fu costretto a scappare dal suo paese per trasferirsi in una Roma del dopoguerra, pulsante di popolo, di allegrie e di luci. Pasolini sognava, poi temeva la sua fine...